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Innovazione sociale

 
Il Parlamento europeo, già con una Risoluzione sull'economia sociale del 19 febbraio 2009, sottolineava che detta economia rappresenta il 10% di tutte le imprese europee, vale a dire 2 milioni di imprese piccole e medie che fanno il 6% dei posti di lavoro. Si tratta di occupazione stabile perchè non decentrabile e basata sui bisogni strettamente collegati alla popolazione. "L'economia sociale - dice testualmente la risoluzione - si è sviluppata attraverso forme imprenditoriali organizzative o giuridiche particolari come cooperative, mutue, associazioni, imprese e organizzazioni sociali e fondazioni. L'economia sociale evidenzia un modello di impresa che non può essere identificato né sulla base delle sue dimensioni né del settore di attività, bensì sulla base del rispetto di valori comuni come il primato della democrazia, della partecipazione degli attori sociali, della persona e degli obiettivi sociali sul capitale, la difesa e l'applicazione dei principi di solidarietà e di responsabilità, la conciliazione degli interessi degli utenti con l'interesse generale, il controllo democratico da parte dei suoi membri, l'adesione volontaria e aperta, l'autonomia di gestione e l'indipendenza rispetto ai poteri pubblici, l'allocazione della maggior parte delle eccedenze a favore del perseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile e dei servizi resi ai membri nel rispetto dell'interesse generale".
 
Riportiamo in allegato l'intervento del prof. Alberto Valentini - docente universitario e consulente di Unioncamere - sul tema "tradizione e prospettiva dell'economia civile: le organizzazioni a movente ideale"in occasione del seminario organizzato dal CPV nell'ambito della Festa della Sostenibilità promosso lo scorso ottobre dal Comune di Schio.